SPUNTI PER RICOMINCIARE A DESIDERARE: RIVEDIAMO L’ESERCIZIO DEI 101 DESIDERI

da | Dic 10, 2020 | Blog, Crescita personale

La dimensione del desiderio, in tutte le sue sfaccettature, rappresenta la nostra linfa vitale perché ci permette di sentirci vivi, di sognare, di motivarci. La vita però può averci portato a sentire che alcuni nostri desideri fossero sbagliati perché poco realistici, irrealizzabili, infantili. Ci potremmo essere convinti che desiderare fosse qualcosa di sconveniente, che porta inevitabilmente alla frustrazione, una perdita di tempo. Meglio quindi restare con i piedi per terra e concentrarci sui nostri doveri senza lasciare che la mente vaghi in strane fantasticherie. Niente di più sbagliato! È vero, non tutto ciò che desideriamo si tradurrà per forza in realtà, ma perché privarci di una cosa così bella e piacevole come dare libero sfogo a ciò sentiamo? Potremmo anche stupire noi stessi e renderci conto che certe volte desiderare è piacevole solo per il fatto di concedersi di poterlo fare e che spesso, tanti di quei desideri che consideriamo slegati dalla realtà, in qualche modo invece potrebbero realizzarsi.

L’idea di trattare questo tema mi è venuta da un articolo che io stessa ho scritto ormai quattro anni fa. Ultimamente sto cercando di approfondire gli aspetti più “tecnici” della gestione di un sito e dei suoi contenuti per poter usare questo strumento al meglio. Mi è capitato quindi di andare a vedere quali fossero i miei articoli più letti e di conseguenza gli argomenti che sono interessati di più a chi mi legge. L’articolo che ha ricevuto più clic è proprio l’articolo sull’esercizio dei 101 desideri di Igor Sibaldi.

Da un lato quest’informazione mi ha stupito, dall’altro mi ha dato lo stimolo per rileggermi e vedere a distanza di tempo come si siano evolute le mie riflessioni. La fine dell’anno porta inevitabilmente con sé pensieri legati a come si è vissuto quest’arco di tempo in termini di successi ed insuccessi, emozioni e sentimenti provati, prove che abbiamo dovuto affrontare, cambiamenti più o meno radicali. Oggi più che mai credo che questo sentire sia amplificato perché è stato un anno diverso da tutti gli altri, che è volato eppure ci ha portato a vivere giorni lenti ed interminabili, colmi di paure di incertezza. Ci ha permesso però di dedicarci a noi stessi, di rivalutare il tempo che doniamo a ciò che amiamo e a chi amiamo. Il bilancio quest’anno si fa sentire più che mai. Come poterlo riconnettere alla nostra dimensione del desiderio?

Nonostante tutte le limitazioni e le incertezze c’è pur sempre uno spazio per desiderare e spetta a noi coltivarlo.

A questo proposito credo che l’esercizio dei 101 desideri possa fare proprio al caso nostro. Se non siamo noi i primi a chiederci cosa desideriamo chi dovrebbe farlo?  Quante volte ci chiediamo cosa veramente vogliamo e quante invece andiamo avanti per inerzia, perché dobbiamo farlo, e non mettiamo mai nulla in discussione? 101 desideri sono davvero tanti ed io stessa non se riuscirei ad arrivare a scriverli tutti (anzi nella brutta copia bisogna scriverne addirittura 150), ma rappresenta un momento che dedichiamo a noi stessi e questo basta di per sé indipendentemente dalla “performance”.

Prediamoci quindi un momento per noi, apriamo finalmente quel quaderno o quell’agendina che abbiamo comprato perché ci piaceva ma che non abbiamo mai avuto il coraggio di usare per paura di rovinarli, ed iniziamo a scrivere. Le regole nel mettere su carta i nostri desideri sono essenzialmente dieci e sono riportate nell’articolo a cui faccio riferimento e che puoi leggere cliccando qui: “Spunti per l’inizio di un nuovo anno: l’esercizio dei 101 desideri”.

Vedendo i propri desideri nero su bianco potremmo renderci conto che alcuni non sono così importanti come credevamo mentre altri magari non siamo mai riusciti ad esplicitarli perché li consideravamo di poco valore o sciocchi e quindi non li avevamo mai ammessi prima neanche a noi stessi. L’invito è quello di sperimentarsi senza giudicarsi.

Dopo quattro anni penso ancora che questo esercizio possa rappresentare un’occasione per stare un po’ con noi stessi, prenderci un appuntamento per ascoltarci e farci delle domande (qualche volta anche un po’ scomode) e mettere a fuoco le nostre fragilità lasciando uno spazio per la fantasia e l’immaginazione.

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