Quando sentiamo che c’è qualcosa che non va ma non sappiamo dargli un nome oppure quando non siamo completamente soddisfatti di come sta andando la nostra vita ci potremmo convincere che ci sia qualcosa di sbagliato in noi, qualcosa di difettoso da “aggiustare”.

“Non riesco ad essere felice”, “mi sento sempre meno degli altri”, “vorrei qualcosa di più, “non riesco ad avere delle relazioni sane” sono solo alcuni dei pensieri che affollano quotidianamente la nostra mente in un circolo vizioso senza fine che alla lunga ha delle ricadute importanti su molti aspetti della nostra vita.

Potremmo aver pensato fosse un momento passeggero e che bastasse non pensarci, che dopo un po’ le cose si sarebbero sistemate da sole o che semplicemente siamo fatti così e quindi tanto vale rassegnarci.

Ma non è così.

Sono fermamente convinta che dobbiamo sentirci il più possibile protagonisti delle nostre vite e che per questo sia sempre possibile attuare un cambiamento. Anche quando le circostanze che non ci fanno stare bene sono fuori dal nostro controllo, abbiamo sempre il potere di imparare a rapportarci ad esse in modo diverso.

Proprio per questo nella mia professione uno degli obiettivi principali è poterti aiutare a dare un nome a ciò che non ti fa stare bene e passo dopo passo accompagnarti alla scoperta di nuove strade per raggiungere ciò che desideri. Non ci sono bacchette magiche né scorciatoie ma se sei disposto a metterci del tuo posso aiutarti a far emergere quelle risorse che tu stesso/a fatichi a vedere.

Perché continuare a stringere i denti e a procrastinare il giorno in cui potrai stare bene?

Non c’è nulla di sbagliato, né di cui vergognarsi nel sentire di avere bisogno di aiuto. Sono consapevole che intorno alla figura dello psicologo ci siano purtroppo ancora molti pregiudizi e che per questo motivo sia magari più facile rivolgersi ad altre figure (che molto spesso non hanno né i titoli né le competenze necessarie).

Negli ultimi tempi in particolare si sente nominare molto spesso, e in modo piuttosto abusato, il termine “crescita personale” con la promessa di soluzioni rapide ed efficaci, alimentando falsi miti e speranze.

Per quanto mi riguarda voglio usare questo termine per proporre un nuovo modo di conoscersi, di prendere in mano le proprie difficoltà, potendole sì accettare ma investendo sui propri personali strumenti. Inevitabilmente, e per fortuna, nel corso della vita si “cresce” ma farlo con consapevolezza, con un orientamento, migliorando se stessi, è cosa ben diversa. Se non sei tu il primo a pensare di meritare di essere felice nessuno può farlo.

Perché non decidi di prenderti cura di te a partire da oggi, di volerti un po’ più bene, andando oltre la tua zona di comfort e decidendo di metterti in discussione?

Riconoscere le tue risorse, potenziarle e attuare dei cambiamenti in una relazione di fiducia e senza giudizio sarà la chiave del percorso che andremo a costruire insieme.

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