Sindrome da rientro: come non farti sopraffare dal post vacanze

da | Set 1, 2020 | Crescita personale

La sindrome da rientro è quello stato di malinconia e/o di malessere che percepisci al concludersi delle vacanze. Quando arriva il momento di riprendere i soliti ritmi di vita non è sempre facile. Puoi provare tristezza, irritabilità ma anche cogliere l’occasione per fare bilanci e definire nuovi propositi. Non c’è un vissuto più giusto di altri, qualunque esso sia ascoltati e cerca di prenderti cura di te.

I mesi estivi, anche per il solo cambio di clima, influenzano il nostro stato d’animo e alla loro conclusione non è così raro vivere il passaggio verso quelli autunnali con un po’ di malinconia. Settembre rappresenta poi per molti un vero e proprio inizio dell’anno, molto più del primo di gennaio. Da un lato puoi sentire il desiderio e la motivazione di porti nuovi obiettivi, dall’altro però puoi faticare a rientrare nei ritmi della quotidianità, lavorativi e non.

Nella vita di tutti i giorni siamo chiamati ad assolvere doveri, rispettare scadenze ed impegni presi. Spesso non ti rendi realmente conto della mole di energia che ti richiede tutto questo, fino a che non ti concedi di rallentare. La sindrome da rientro porta a rendere la ripresa più difficoltosa.

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Cosa puoi fare per affrontare la sindrome da rientro?

  • Riscopri ciò che ti circonda

Sembrerà banale ma nella mia esperienza di malinconia post vacanze, qualcosa che mi ha sempre fatto sentire subito meglio è stato uscire a fare una passeggiata. Non nei soliti luoghi che frequentavo ma alla scoperta di nuovi angoli o nuovi percorsi che non avevo mai sperimentato. Mi è capitato così di notare luoghi davanti a cui ero passata distrattamente innumerevoli volte o scoprire strade vicino a casa che non avevo mai percorso. Sono piccole cose che nella quotidianità permettono di rivalutare il contesto in cui sei abituato a vivere ogni giorno e poterlo guardare con occhi diversi, con un po’ più di curiosità.

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  • Va bene essere tristi

Darti del tempo è sempre un ottimo modo per essere gentile con te stesso. Spesso ci diciamo “ma non è niente, perché dovrei essere triste per una simile sciocchezza? Ci sono cose ben più gravi”. Eppure in quel momento se non stai bene hai il diritto di autorizzarti ad essere un po’ meno severo con te stesso. Concediti di non dover tornare a tutti i costi in un attimo ai ritmi sostenuti a cui eri abituato.

  • Poniti delle domande

E se la malinconia nascondesse qualcos’altro? Potrebbe essere insoddisfazione, voglia di cambiamento, e non semplice tristezza passeggera. I vissuti negativi possono diventare l’occasione per porti delle domande circa i tuoi desideri. “Se mi pesa a tal punto tornare alla mia quotidianità è perché vorrei fosse diversa?”. Troppo facilmente si liquida chi si lamenta di essere dovuto tornare alla propria normalità con un “a tutti piacerebbe vivere sempre in vacanza!”.

  • Dedicati a qualcosa di nuovo

Se ti senti indosddisfatto non è necessario stravolgere la tua esistenza, alle volte basta introdurre qualche elemento di novità per trovare nuove energie e motivazione. Iniziare un corso che hai sempre rimandato, uno sport per cui non ti sei mai sentito portato, un’attività che non abbia nessun fine se non quello di darti piacevolezza. Non rimandare perché potrebbe essere proprio il momento giusto.

  • Cura i legami

I legami rappresentano un’enorme fonte di energia positiva per ricominciare al meglio. Durante i mesi estivi potrebbe esserti capitato di vedere poco le persone a cui tieni e il rientro può essere il momento per riprendertii cura di quei legami. Stare insieme per condividere con leggerezza le esperienze vissute può essere una grande occasione di ricarica.

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Ognuno vive la ripresa dei propri ritmi in modo diverso, non c’è un modo giusto o sbagliato. Se ti senti di soffrire della cosidetta “sindrome da rientro” o hai bisogno di un aiuto nell’affrontare un momento delicato della tua vita, contattami per prendere consapevolezza dell’origine di questo tuo vissuto e lavorare insieme per fare qualcosa a riguardo.

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